RENATO GIUSTI - VICENZA-BIONDE

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Dall'archivio dei ricordi non poteva mancare Renato Giusti, autore di una straordinaria doppietta per i colori dell'Ausonia di Pescantina, nelle edizioni 1957 e 1958 della Vicenza-Bionde. Questo articolo replica esattamente i contenuti dell'originale scritto da Germano Mosconi, all'epoca inviato speciale della redazione sportiva del giornale "L'Arena". Una cronaca appassionata che descrive anche lo stato delle strade e le numerose forature che ne derivavano. Un doveroso omaggio a Renato Giusti, sponsor e sportivissimo amico dell'U.S. Bionde, ancora attivissimo e puntuale all'appuntamento sul traguardo di tutte le edizioni della nostra gara. Lo aspettiamo anche quest'anno, sicuri di trovare in lui tutta la cordialità e la simpatia che da sempre lo contraddistinguono e ne fanno un simbolo dello sport del ciclismo veronese e italiano.

P.S. abbiamo voluto riportare integralmente, in quanto presente in calce all'articolo originale, la pubblicità di un glorioso marchio di biciclette, con le quali Renato Giusti colse numerose vittorie. Si tratta di uno slogan semplice, che testimonia la soddisfazione del costruttore.  

Ettore Isoli

Giusti dell'Ausonia di Pescantina
ha vinto la Vicenza - Bionde
Cento chilometri di fuga vertiginosa e poi conclusione
in volata alla media-primato di Km. 41,750 orari

(DAL NOSTRO INVIATO)
BIONDE, 27 aprile 1958


Per la seconda volta consecutiva, Renato Giusti dell'Ausonia di Pescantina, è riuscito a piazzare per primo la sua ruota sul traguardo della Vicenza - Bionde, la stupenda gara in linea per dilettanti svoltasi oggi con patrocinio del giornale L'Arena e magnificamente organizzata dalla Unione Sportiva Bionde. L'impresa dell'allievo del comm. Zanetti, acquista un valore eccezionale, se si pensa che mai corridore nè società erano riusciti ad aggiudicarsi per due volte la vittoria. Questo successo Giusti l'ha voluto con ogni forza, sopra tutto e tutti e quando, a pochi Km. dal traguardo, Dal Col ha cercato con un rabbioso scatto di piantare in asso i suoi compagni di fuga, egli, con una potenza sorprendente, dopo una gara massacrante e durissima come sta a dimostrare la media di oltre 41 all'ora!, ha rintuzzato il tentativo e sullo slancio è partito di prepotenza. A 500 m. dallo striscione di arrivo poi, il suo spunto finale è stato bruciante, e allora per i suoi avversari non c'è stato più niente da fare; li ha battuti inesorabilmente senza remissione, soltanto contrastato, invano, la Liviero. Che egli avesse tutte le intenzioni di aggiudicarsi la vittoria, lo si è capito sin dall'inizio, e cioè quando, all'uscita di San Bonifacio, si è gettato prepotentemente nella fuga decisiva assieme a Da Col, Seganfredo, Castelletti, Cordioli, Liviero ed altri quattro, adoperandosi continuamente a far aumentare il distacco dagli inseguitori. Giusti non ha mai avuto un attimo di incertezza, anzi più la la distanza è andata aumentando, la sua azione ha acquistato una limpidezza sorprendente, ed è culminata con il trionfo finale.  

Ha avuto nei compagni di fuga dei collaboratori di notevole portata, ma in particolar modo si sono messi in evidenza il suo compagno di squadra Castelletti e l'altro veronese Cordioli. Quest'ultimo poi è stato premiato all'arrivo, dal quinto posto, dopo aver vinto sulle Torricelle il G.P. della montagna. S'è battuto allo stremo delle forze e niente di più poteva fare. Castelletti invece, ha perso il contatto, nella fase finale, dai primi a causa di una foratura e non è più rientrato. Scomparsi gli altri veronesi ad eccezione di Zocca, giunto al 14° posto. A sua scusante sta la foratura della quale è rimasto vittima a Zevio quando si stavano decidendo le sorti della corsa. Che dire dell'organizzazione ? Ottima sotto ogni aspetto e curata alla perfezione dal Dott. Chiaramonte. Un cenno particolare meritano le guardie della strade Manzini, Girelli e Gandini al comando della quardia scelta De Col che si sono prodigatre indefessamente per il buon esito della corsa. Ed ecco in breve la cronaca. Dopo l'incolonnamento della carovana avvenuto in Corso Padova a Vicenza, la partenza viene data dal Sindaco di Vicenza dott. Zampieri in via S. Agostino. Sono 91 i partenti in rappresentanza di 21 società. L'andatura è subito velocissima e prima di Altavilla si registrano già notevoli ritardi. De Carli, Cazzadori e Giarolo arrancano nelle retrovie. Si sta percorrendo una insidiosissima strada ghiaiosa e le forature si susseguono innumerevoli. Si transita a Lonigo (Km. 26 in 33') tutti in gruppo. Ritornato l'asfalto, nonostante spiri un vento contratio alla marcia dei concorrenti, in testa si notano vari tentativi di evasione. Nessuno riesce, ma ecco che appena fuori San Bonifacio, Dal Col, Giusti, Bresolin e Scapin si producono in uno scatto. Sotto la loro azione il gruppone si fraziona in due tronconi e ad Albaredo la situazione è la seguente: in testa 10 corridori e cioè Cordioli, Seganfredo, Dal Col, Scarparo, Scapin, Liviero, Giusti, Previero, Castelletti e Bresoli; a 1' il grosso. Mentre nelle prime posizioni non si perde una battuta, nelle retrovie divampa la lotta. Alla caccia dei fuggitivi infatti si sono posti 12 corridori, fra i quali si notano Zocca, Molinaroli e Bernardelle. A Ronco questi ultimi hanno un ritardo di 1'40" sui battistrada e precedono il grosso di 2'20". La media oscilla sui 43 orari. Lasciato alle spalle Albaro, dobbiamo registrare, alle porte di Zevio, una caduta nella quale rimangono coinvolti una decina di concorrenti. Dell'incidente parliamo in altra parte del giornale. A questo punto fora Zocca, che poi rientrerà e si ritira il tricolore del CSI Molinaroli. A Vago, quando s'imbocca la statale per Verona, la situazione si può così riassumere: conducono la corsa i primo dieco corridori insseguiti a 1' da Marchi, Codato, Favaro, Bernardelle e Rossetto, ad 1'30" Rizzini, Zocca, Vezzù, Luise e Romboni, a 2'30" il grosso. Ormai si è alle porte di Verona dove si dovrà affrontare la salita delle Torricelle al culmine della quale è posto il traguardo del G.P. della montagna. In cima transita primo Cordioli, seguito da Giusti a ruota e a 20" gli altri. Il gruppo di Zocca che a San Michele Extra aveva raggiunto i più immediati inseguitori è a 1'. Al termine della discesa, però, dai primi perdono contatto Castelletti, Bresolin, Scapin e Previero che saranno raggiunti. Quando s'imbocca la strada per Bovolone, in testa a far l'andatura sono in sei: Giusti, Liviero, Scarpato, Cordioli, Seganfredo, e Dal Col, ad 1'15" Zocca, Codato, Bernardelle e a 3' il grosso. Queste posizioni saranno mantenute fino all'arrivo. A nulla varranno i tentativi degli inseguitori per agguantare i battistrada, in particolar modo sui due giri del circuito di Bionde.

Germano Mosconi


Ecco l'ordine d'arrivo:

1. Giusti Renato (Ausonia Pescantina) che compie il percorso di Km 135 in ore 3 e 14' alla media di Km 41,750; 2. Liviero Lino (U.C. Giorgione) a due macchine; 3. Dal Col Antonio (Soc. Coin Mestre); 4. Scarparo Tiziano (Ciclisti Padovani); 5. Cordioli Giovanni (CSI Gaiga Verona); 6. Seganfredo Gennaro (Ciclisti Padovani); 7. Bernardelle Giuliano (Soc. Coin Mestre); 8. Marchi Aldo (Leonica Lonigo); 9. Luise Rino (Soc. Coin Mestre); 10. Favaro Giulio (Ligye Padova); 11. Zaffonato Antonio (V.C. Schio); 12. Tosato Tenero (Ciclisti Padovani); 13. Vezzù Enzo (Torpado Padova); 14. Zocca Mario (U.S. Borgo Trento); 15. Scaffin Antonio (Ligye Padova) a 2'30".

I premi sono stati così assegnati: medaglia d'oro "Caduti di Bionde" alla Ausonia di Pescantina; Coppa giornale "L'Arena" a Renato Giusti; medaglia d'argento "Cassa di Risparmio" al corridore Giovanni Cordioli; medaglia d'argento "Banca Mutua" al corridore Renato Giusti; medaglia d'argento della Provincia di Verona al corridore Lino Liviero; coppa CONI alla Ciclisti Padovani.

RENATO GIUSTI
Renato Giusti, il brillante corridore della Ausonia di Pescantina, che per il secondo anno consecutivo ha trionfato nella Vicenza-Bionde per dilettanti, in azione nelle fasi conclusive della gara. (foto Miglioranzi)
Una bella foto dall'archivio personale di Renato Giusti

... continuano ininterrottamente con successo
le vittorie della bicicletta
C H E S I N I
che anche ieri ha vinto
per la II volta consecutiva
la classica Vicenza-Bionde

"La bicicletta che crea i campioni locali"

Negozio: via San Paolo - tel. 26286
Fabbrica: Nesente di Valp. - tel. 28903

«Primo a Roma, impossibile dimenticare»
Bicicletta, che passione. Quasi uno slogan che riporta però alla ribalta, a 78 anni appena compiuti, un professionista delle due ruote come Renato Giusti. Quella sua bicicletta che ora è diventata un vero e proprio cimelio da collezione (e che è esposta nella sua azienda maglificio Antonella Spa di Zimella). E con la quale l’ex corridore di Bonaldo vinse due tappe al Giro d’Italia del 1962, difendendo i colori della società padovana Torpado. Una bicicletta che non ha mai abbandonato per mantenersi in perfetta forma.
Renato Giusti si racconta come uomo di sport affermato (dai 10 ai 25 anni, quanto di fatto durò la sua carriera a livello agonistico) ma anche come imprenditore nel settore dell’intimo-maglierie. «Il ciclismo», esordisce, «mi ha consentito, attraverso la fatica e i sacrifici di un’attività iniziata con la categoria esordienti e sfociata, poi, nel professionismo, di comprendere quale fosse l’indirizzo lavorativo da intraprendere una volta abbandonato lo sport agonistico. Cominciare sì dal basso, in assoluta umiltà», prosegue Giusti, «per puntare sempre più in alto sino a raggiungere livelli importanti di affermazione. In effetti fui a capo, sin da subito, dell’azienda che ho fondato, che occupava e ha occupato 250 unità, oltre ad un indotto di altre centocinquanta persone».
Un ciclismo che riporta a galla significativi momenti della sua carriera: «Sì, è vero. Da esordiente e allievo, tra il ’55 e il ’56, ho colto in tutto 18 vittorie, correndo per la società Industrie Brena di Michellorie mentre tra i dilettanti, con l’Ausonia Pescantina, i successi sono stati 22, nelle stagioni ’57 e ’58. Tra i ricordi più significativi non posso non segnalare le due vittorie nella Vicenza-Bionde».
Con qualche aneddoto non proprio trascurabile: «Nel 1959 rinunciai a indossare la maglia azzurra della nazionale dilettanti per una ripicca contro l’allora selezionatore Proietti, del quale non condividevo alcune impostazioni. Sempre nel 1959 passai definitivamente tra i professionisti con la Torpado».
E là le emozioni si sono sprecate: «Ero fianco a fianco di campioni che provavano le mie stesse fatiche, che si esaltavano con le loro prestazioni e che hanno fatto la storia del ciclismo internazionale. Mi riferisco a Vittorio Adorni, Franco Balmamion, Jacques Anquetil, Charly Gaul. Non potrò dimenticare corse importanti a cui ho partecipato, più volte, come la Milano-Sanremo e i 280 chilometri estenuanti di una tappa del Giro d’Italia, con arrivo sullo Stelvio dopo 10 ore e 30’ di pedalate e un quindicesimo posto conquistato».
Quanto ai successi da professionista, «c’è una vittoria a Roma dopo una fuga a cinque in compagnia di Conti, Arienti, Mealli, Garan e mio sprint vincente e un’altra, nella Trieste-Vittorio Veneto, a precedere in volata l’intero gruppo». Tra le altre esperienze «fui direttore tecnico in Portogallo nella Jolly Componibili-Club 88 ed ebbi ammirazione e stima soprattutto per un grande come Gino Bartali. Proprio per questo, sino alla sua morte, lo scelsi come uomo immagine per la mia azienda».
Ora «mi rimane il rapporto stretto con l’azienda, un po’ di attività sempre in bici, tanti libri e molte foto che illustrano anni giovanili che non dimenticherò mai».

Flavio Pasetto

pubblicato sul giornale L'Arena del 3 agosto 2016
 
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